Lettera aperta al Partito Democratico
Siamo coscienti che il 14 ottobre 2007 è stata una data che passerà alla storia come primo e finora unico tentativo di creare un partito dalla volontà della gente e questo deve riempire di gioia e d’orgoglio chi, a quell’evento, ha partecipato. In quell’occasione tutti noi abbiamo dato corpo ad un partito nuovo, il PD, di concezione e di spirito innovativi. Circa 3.500.000 di persone hanno deciso che era importante, se non vitale per la democrazia del nostro paese, far nascere questo nuovo soggetto politico scegliendo direttamente anche chi, questo soggetto, in questa prima fase, in questi primi passi, lo dovesse guidare.
La situazione politica, purtroppo, ci aveva costretto ad un’ulteriore accelerazione nella formazione della struttura, nella scelta delle persone, relegando in secondo piano “lo spirito nuovo”, “il pensiero nuovo” di fare politica, annebbiando nella nostra mente quei valori che hanno sospinto questo grande progetto quali la parità di partecipazione tra donne e uomini, la valorizzazione dei giovani, l’apertura a tutti coloro che vogliono dare il proprio contributo.
La nostra idea di democrazia partecipativa, quindi, in questo momento ha dovuto rallentare il suo cammino, ma di sicuro - e di questo sono pienamente convinto – nessuno di noi incorrerà nell’errore di interrompere la sua futura applicazione. Questo è ciò che ci viene chiesto dai cittadini, da tutti quelli che guardano con attenzione ed aspettativa al nostro modo di essere una forza politica.
Bisogna che riportiamo il cittadino al centro della politica relegando il ruolo del partito a semplice strumento. Le persone che si avvicinano alla politica hanno bisogno di vedere protetto il loro diritto di partecipazione, hanno bisogno di vedere garantita la possibilità del ricambio alla guida del partito, hanno bisogno di vedere protetto l’espressione del dissenso interno e della partecipazione delle minoranze agli organi deliberativi, hanno bisogno di vedere i candidati agli organi del partito giungere alle assemblee elettive con procedure partecipative, come possono essere ad esempio le primarie. Questo, in passato, per la necessità di lavorare tutti insieme per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile, non l’abbiamo potuto fare.
Avete mai pensato come può agire un segretario che non si senta debitore di nessuno della propria designazione? Avete immaginato che forza potrebbe avere un segretario, o un qualsiasi candidato, che deve la sua elezione esclusivamente ad un principio di selezione democratica?
Noi ci siamo stupiti positivamente delle 6100 persone che il 25/26/27 gennaio sono venute ad eleggere i segretari dei circoli e i vari membri dei comitati e dei delegati alle assemblee, ma ci siamo chiesti quante sarebbero state le persone che darebbero venute a votare se avessimo condotto in maniera veramente aperta e trasparente la consultazione invece di rinchiuderci dietro logiche politiche che ormai odorano solo di sterile senilità?
Dopo aver perso le elezioni ci siamo interrogati sul PD dopo il voto non rendendoci conto che è giunta l’ora di completare la fase strutturale del partito per giungere con il tempo necessario a preparare le scadenze che si affacciano all’orizzonte. Mi rendo conto che bisogna aspettare gli statuti, le indicazioni, le regole, ecc… ma mi rendo conto anche che le analisi – a cui non voglio dare un contributo poiché in sintonia con le osservazioni già fatte all’assemblea provinciale da altri esponenti del PD – vanno fatte prima di andare alle votazioni, la gente va capita prima della tornata elettorale e non dopo aver costatato la nostra cecità sociale con la perdita di voti.
Il PD è un partito nuovo poiché nato dalle persone per le persone; un partito che deve però dimostrare con i fatti, e non con la solita valanga di parole, che è vicina ai problemi della gente.
Vedete, le parole sono come i soldi messi in banca, se non sono spese mettendole in pratica non generano altro che interessi, non generano altro che altre parole che rimangono fine a se stesse.
Se invece i concetti, i valori, le soluzioni ai problemi invece sono realizzate, sono spesi, acquistano per la gente valore e credibilità. Abbiamo mai fatto sapere alla gente cosa pensiamo delle varie problematiche che affliggono il nostro territorio? Sicuramente ci sarà stata una valutazione politica nel non voler fare sapere alla gente, ai nostri amministratori, come la pensiamo su certi spinosi argomenti presenti nella nostra provincia, ma così facendo non abbiamo speso la nostra novità, non abbiamo fatto capire che siamo non "vicino" alla gente ma “dentro” alla gente.
Il malumore che si traspira dall’assemblea nazionale non è altro che la perplessità nel costatare che nonostante le teoriche “buone intenzioni” attualmente le solite logiche hanno preso il sopravvento sulla ricerca di soluzioni ai problemi, più attenti ad essere “importanti nel partito” che a fare un “democratico partito”.
Chi, come me, venendo dalle attività nelle parrocchie e mosso dall’entusiasmo e dalla forza del proprio credo, non capisce e non capirà mai come si possa fare politica senza lo spirito di servizio a cui siamo abituati a sottostare nel nostro operare; non capirà mai come si possa sperperare il patrimonio di persone volenterose avvicinatesi al Partito Democratico con un atteggiamento elitario indirizzato solo all’appagamento personale.
E’ questa allora l’esortazione che con trasporto e impeto mi sento di fare a tutti quanti, esortazione a mettere in pratica una rivoluzione mentale, a ritrovare quella purezza intellettuale che ci permetta di governare la politica e non, invece, di essere governati da lei; quella purezza che ci permetterà di mettere nel dimenticatoio il modo decrepito di gestire la politica, modo che tanto danno ha fatto in passato e che oggi potrebbe fare al PD. Mi piacerebbe tanto ritrovare in tutti noi quel ragazzino di nome Andrea che dopo una partita di calcio nel Rivazzurra si fermava a parlare con una persona di colore per capire le problematiche ed i suoi bisogni, così attento ai problemi della gente da fare dire di lui “è un puro”.
Roberto Mancini
Tag:
Condividi
Devi essere membro di Circolo PD Miramare di Rimini per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network